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giovedì 28 gennaio 2010

Ricordare la poesia di Giorgio Caproni

Nell'aula magna dell'istituto alberghiero oggi si è tenuta una lezione aperta su un grande della poesia italiana ancora poco conosciuto dagli studenti.


A venti anni dalla morte di Giorgio Caproni si è voluto ricordare un intellettuale che, in realtà, solo con il tempo si sta realmente scoprendo ed apprezzando. Dopo l'introduzione di Paolo Masini, che ha ne brevemente ripercorso la vita e ricostruito il percorso letterario, il  prof. Paolo Febbraro, poeta, ha letto alcune delle liriche più belle creando un'atmosfera da salotto letterario che per la prima volta ha fatto assaporare agli studenti presenti emozioni a loro probabilmente sconosciute.


Il confronto con la cultura, il dibattito letterario, l'ascoltare sono momenti importanti nella formazione di una persona, sono occasioni di crescita e di arricchimento personale.

Preghiera
Anima mia leggera,
va' a Livorno, ti prego.
E con la tua candela
timida, di nottetempo
fa' un giro; e, se n'hai il tempo,
perlustra e scruta, e scrivi
se per caso Anna Picchi
è ancora viva tra i vivi.

Proprio quest'oggi torno,
deluso, da Livorno.
Ma tu, tanto più netta
di me, la camicetta
ricorderai, e il rubino
di sangue, sul serpentino
d'oro che lei portava
sul petto, dove s'appannava.

Anima mia, sii brava
e va' in cerca di lei.
tu sai cosa darei

Quando la scuola chiude ...

La chiusura della scuola per lavori è stata l'occasione per il prof. Caiazza per una visita a L'Aquila per verificare la fattibilità di un campo scuola...
IL VERO OBIETTIVO della escursione era quello di verificare la fattibilità di un campo scuola in loco per sondare la sensibilità dei ragazzi, “almeno“ a fronte di un evento tanto catastrofico; inclusi i provvedimenti di requisizione degli alberghi e la gestione in emergenza di migliaia di posti letto e servizio pasti in accampamenti.Ugualmente si poteva dare riscontro della „vita che comunque continua“ e si ricostruisce, con tanta tenacia della popolazione, anche nel recupero delle attivita‘ turistiche.
LA PRIMA VISITA E' STATA PRESSO LA GUARDIA DI FINANZA, dove è il centro dicoordinamento degli interventi; un gruppo di giovani gestiscono la ricezione ed il rapporto con il pubblico ed un responsabile, molto disponibile ha verificato la fattibilità del campo scuola, sollecitata anche con nota del Preside.
E‘ ANCORA TROPPO PRESTO
A breve non sono disponibili strutture idonee ad un campo scuola, considerato che, alla consegna degli appartamenti su l’Aquila e dintorni, segue progressivamente il rientro delle circa 7000 famiglie ancora allocate sulla costa adriatica. Inoltre cantieri non sono ancora in sicurezza, pertanto l'accesso ai ragazzi sarebbe interdetto.
In attesa dei tempi giusti per un campo scuola Gioberti-Genovesi, l’escursione è proseguita per località COPPITO, centro storico dell‘AQUILA, poi ONNA e PAGANICA.
Una vecchia tempra sw, con 300.000 km, è stata ideale per spostare la bicicletta nei posti giusti, dove pochi vicoli sono sfuggiti al pedale e all’osservazione.
La situazione dell'Aquila centro e' veramente incredibile: cantieri e grandi macchinari ovunque, i quali proseguono a mettere in sicurezza forse l' 80 % dei palazzi.
Grandi fabbricati di ogni eta‘, vengono legati con putrelle, tavolati, cinture e ponteggi, nonche' lunghissimi tondini di ferro, che trapassano le mura ed i vani fino alle opposte pareti, poi vengono saldati ai medesimi contrafforti; si tratta di una citta chiusa in un grande recinto, che circonda palazzi ingabbiati.
Alcuni interni sono stati puntellati in maniera severa, ma tanto lavoro consentira' di non far crollare i fabbricati vecchi e nuovi e far circolare gli addetti in sicurezza, ma e' difficile prevedere quando il tutto sara' ristrutturato e quando la vita della citta' potra riprendere.
Percorsi, „con discrezione“ e meglio a piedi, tanti vicoli e strade principali nel centro storico, una camionetta dei carabinieri mi ha accompagnato all'uscita, nonostante le buone intenzioni indicate nella missiva del Preside.
TRA I PICCOLI CENTRI, tutti fortemente lesionati nei vecchi fabbricati, e' da citare Onna; trattasi di un piccolo borgo posto al margine del fiume Aterno, dove il freddo penetra nelle ossa con l'umidita'.
E‘ completamente distrutto e le ruspe lo stanno radendo al suolo.
A Paganica si possono notatre che anche file di costruzioni recenti, addossate alla collina. Apparentemente non sembrano lesionate, ma non c’è vita! Sono state dichiarate inagibili, per danni gravi alle strutture ed a maggior rischio in quanto prossime alla faglia in assestamento.
LA RICOSTRUZIONE E‘ IN ATTO E SBALORDISCE !
In emergenza, al latere delle macerie di Onna, e' stato ricostruito un grande abitato in prefabbricati, molto dignitosi, molto vissuti dai cittadini, che ovviamente non vogliono allontanarsi dai loro interessi e diritti di proprieta‘, almeno sulle superfici.
Per il lungo termine, sono stati costruiti e in gran parte consegnati centinaia di appartamenti antisismici in muratura, poggianti su grandi piattaforme in grado di oscillare su pilastri dotati di cuscinetti antisismici; ma alloggiare tutte le famiglie sfollate, sara' veramente un problema di lungo periodo.
La ricostruzione più ambita è la casa dello studente di Coppito, veramente solare, calda e piacevole. E‘ ideale per un campo scuola; forse sara‘ possibile nel 2011 ! Speriamo però di distrarre i nostri studenti da molto più comodi costumi cittadini e …….. pigrizie di „famiglia“.
prof. Luciano Caiazza


mercoledì 27 gennaio 2010

Per non dimenticare la Shoah



 da Scritti, Shlomo Venezia
“Una volta, nella camera di vestizione, avvenne questo. Eravamo quasi alla fine - si può dire. Stavano per liquidare questo campo ed erano arrivati dei prigionieri che erano tutti dei “musulman”, cioè degli scheletri. Tutti questi erano chiamati musulman. Il perché io non lo sapevo, ma ho saputo in seguito che questi prigionieri non avevano la forza di stare in piedi, ma non potevano accasciarsi in terra, per non essere selezionati, e cercavano perciò di tenersi dritti. All'improvviso non ce la facevano più e si piegavano appunto come i musulmani quando pregano. Ormai era ottobre (1944). Era venuto ordine da Berlino di non fare più le eliminazioni, perché la faccenda era stata scoperta. Si doveva distruggere tutto, cancellare ogni segno. Allora hanno fatto una selezione al campo per l'ultima volta e quelli che erano ridotti malissimo li hanno portati lì, alla camera a gas. Questa era la cosa peggiore per noi che lavoravamo là, in quanto queste persone sapevano che venendo lì sarebbero morte, mentre le altre persone non sapevano di venire a morire."

Partendo dalla lettura di alcune testimonianze di chi è tornato dall'inferno, oggi, giorno della memoria, i ragazzi delle classi quarte e quinte hanno assistito,in aula magna, alla visione del film documentario "Destinazione Auschwitz". Far riflettere sull'importanza del non dimenticare le pagine più oscure della storia dell'umanità è nostro dovere. Alle nuove generazioni è affidato il compito di continuare a ricordare anche quando coloro che hanno vissuto la tragedia della Shoah non potranno più raccontare.