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giovedì 27 gennaio 2011

Ricordiamo


NOTTE SU BIRKENAU

Un’altra notte. Torvo, il cielo si chiude ancora
sul silenzio mortale volteggiando come un avvoltoio.
Simile ad una bestia acquattata, la luna cala sul campo —
pallida come un cadavere.
E come uno scudo abbandonato nella battaglia,
il blu Orione — fra le stelle perduto.
I trasporti ringhiano nell’oscurità
e fiammeggiano gli occhi del crematorio.
È umido, soffocante. Il sonno è una tomba.
Il mio respiro è un rantolo in gola.
Questo piede di piombo che m’opprime il petto
è il silenzio di tre milioni di morti.
Notte, notte senza fine. Nessuna alba.
I miei occhi sono avvelenati dal sonno.
La nebbia cala su Birkenau,
come il giudizio divino sul cadavere della terra.

Tadeusz Borowski, KL Auschwitz
(Segnalata da Serena Londi V d)

Claudia Lucarelli (IV d)
……”Vagoni merci, chiusi dall’esterno, e dentro uomini, donne, bambini, compressi senza pietà, come merce di dozzina, in viaggio verso il nulla, in viaggio all’ingiù, verso il fondo. Questa volta dentro siamo noi… Di 650, quanti siamo partiti, ritornammo in 3, più ricchi o più poveri? Più forti o più vuoti? Quanto avevamo perduto in quei lenti mesi? Sentivamo fluirci per le vene, insieme con il sangue estenuato, il veleno di Auschwitz…” Attraverso queste parole conserviamo il valore della memoria.
Da “Se questo è un uomo” di Primo Levi
Francesca Mondini (III d)
Arrivare alla sera, vivere ancora un giorno, due, quanto più possibile….Era il solo modo per non far vincere il male. E quel tatuaggio era lo strumento per distruggere un uomo, per eliminare l’individuo, tramutarlo in un insignificante numero, uno dei tanti, senza valore. Riflettiamo su queste parole che ci ha lasciato Primo Levi: “ Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario”. Noi dobbiamo conoscere.
Francesco Santovito (III d)
La privazione dei diritti civili prima, l’espulsione, la ghettizzazione, l’internamento, la gasazione….Queste sono le fasi della violenza nazista contro gli Ebrei. Se succedesse a noi? Proviamo a pensare a cosa si potrebbe provare…..
Mirko Luongo (III d)
La cosa più terribile è privare lentamente di tutto ciò che serva a vivere (il lavoro, l’istruzione, la libertà). L’umiliazione è l’annientamento della persona. La shoah, per me, è stata l’omicidio della mente e dello spirito, l’annullamento di un popolo, un qualcosa di molto più terrificante della sola morte.

Ignazio Chiodo (V d)
“Ad Auschwitz c’era la neve
E il fumo saliva lento,
nei campi tante persone
che ora sono nel vento…”
F. Guccini – Auschwitz

Sara Pompei (V d)
6 milioni di morti e non solo,messi in dei campi di concentramento, come e peggio di schiavi, in condizioni pietose, lì in quei campi che hanno lasciato un ricordo di orrore, paura, spavento, morte.
Bambini, uomini, donne, uccisi solo perché erano loro stessi, descritti come diversi e per questo internati. Questo giorno ci deve ricordare quanto male si è fatto, a loro, persone che avevano solo voglia di vivere in pieno la loro vita.

Federica Paraninfi (V d)
“Massacro” , come poter descrivere la Shoah in due parole visto che già di suo questa parola dice tutto? Fu un genocidio che contò ben 6 milioni di morti tra uomini, donne bambini, persone che avevano un unico desiderio, poter vivere; furono strappati dalle loro case e portati in campi di concentramento, annientati, uccisi. Questo deve far riflettere tutti noi, affinché non accada mai più.

Rey Miguel (V d), Andrea Papa (IV l), Angelita Carriere (IV f), Valerio Brambilla (4 h)
“Quel tatuaggio ci ha tatuato l’anima.” Scrisse Goti, una delle poche sopravvissute al terribile internamento ad Auschwitz, ripensando e rivivendo un’esperienza inenarrabile. Ricordiamo con lei.

(riflessioni proposte dal gruppo del Progetto Memoria)

3 commenti:

  1. Un tatuaggio, un marchio, un'etichettatura.
    Nessuna identità, più per nessuno.
    Quel tatuaggio faceva male, attraversava la pelle, trafiggeva l'anima.
    Un tatuaggio che resterà in eterno.Una macchia che sporcherà la nostra storia.Indelebile, scura...Una macchia triste che ha attraversato ognuno di noi coinvolgendoci.
    Tutti hanno una macchia che non devono togliere, ma capire.
    Non dobbiamo cancellare ma rinnovare, ricordare; dobbiamo capire e crescere attraverso ciò che è scuro per imparare in futuro che è proprio dalle cose negative e dalle macchie che nessuno può cancellare, che si costruisce traendo forze e aspettipositivi dal negativo.
    Per non dimenticare, imparando.


    Andrea Papa 4 L
    Angelita Carriere 4 F
    Valerio Brambilla 4 H

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  2. L’umanità che non studia il suo passato assomiglia a quella persona che un giorno si sveglia e non sa niente di ciò che ha fatto il giorno prima, 5 o 10 anni prima, di chi è figlio, di chi è padre, da dove viene, chi è, perché ha vissuto: il suo stare al mondo non avrebbe più logica.
    Dovrebbe ricostruire il senso della sua vita, inventare i suoi principi morali, ricostruire il progetto della sua esistenza sepolta.
    Così è l’umanità: senza memoria storica è fatalmente portata a cadere nella pazzia dei suoi errori.
    Tutto quello che noi siamo, infatti, è il prodotto di una memoria collettiva che ci viene tramandata e che non dobbiamo mai disperdere.
    La democrazia, i diritti e i doveri di ognuno di noi, le regole di una società libera da dittature e ingiustizie, sono un patrimonio di conquiste che potremmo perdere se non c’è il ricordo, l’impegno, lo studio di ogni giorno.
    E con lo studio la voglia di vivere in una società più giusta, moralmente più pulita e limpida, certa ed orgogliosa dei suoi alti valori di civiltà.
    Un caro saluto
    Paolo Giunta La Spada

    http://paologls.blogspot.com/

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