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giovedì 16 marzo 2017

Incontro con la scrittrice Dacia Maraini


Il 14 marzo nell'aula magna della sede di via dei Genovesi la scrittrice Dacia Maraini ha incontrato gli studenti regalando ai partecipanti due ore di intensa e magica riflessione. 

"Ha fatto compagnia con il suo ultimo  libro ai ragazzi che con ansia hanno atteso questo momento" ha detto in apertura il professor Roberto Delle Cese. Infatti lunga ed attenta è stata la preparazione che ha visto i giovani coinvolti in un lavoro di ricerca, studio lettura così da poter cogliere l'occasione dell'incontro con la Maraini nel miglior modo possibile. Vedere tanti ragazzi con dei libri dalle pagine vissute in mano, con gli occhi attenti, nel silenzio più totale è stato veramente fantastico. "La lettura sviluppa l'immaginazione, ci aiuta a diventare buoni cittadini, il libro è il principale strumento di formazione- ha detto la Maraini spiegando ai giovani come è arrivata alla letteratura. "L'immaginazione ci permette di immedesimarci nel dolore degli altri.....l'immaginazione è sviluppata dall'assenza, l'assenza fa sognare" ha aggiunto poi raccontando come sono nati tanti personaggi dei suoi romanzi che appaiono così veri, reali e vicini al lettore. 
L'infanzia in Giappone, l'esperienza del campo di concentramento, la fame, il dolore, la paura, il ritorno in Italia, la Sicilia e poi Roma, i primi lavori per mantenersi, l'esordio letterario, l'incontro con Moravia, Pasolini e la Callas ed i viaggi per il mondo.....una vita intera è stata raccontata semplicemente con quell'immediatezza di comunicazione che solo una grande scrittrice riesce a dare."Io sono nata viaggiando.Viaggiare mette in discussione la propria cultura, le proprie abitudini.. Vorrei ancora andare in Tibet....." ha aggiunto ancora rispondendo ad un ragazzo che chiedeva quale terra volesse ancora scoprire.
Rispondendo alle tante domande dei ragazzi ha toccato temi importanti quali la democrazia che ha sottolineato essere la capacità di rimanere individui tra gli individui, il rispetto di se stessi e degli altri, la dignità, l'educazione. 
"Le grandi utopie nascono dai sogni", ha sottolineato ancora.
Con il sorriso ha poi spinto i ragazzi a coltivare le proprie ambizioni, con tenacia e determinazione, senza arrendersi mai.







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